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Mommy Makeover

Con il termine “Mommy Makeover” ci si riferisce ad un metodo per recuperare, nel minor tempo possibile, l’aspetto che una donna aveva prima della gravidanza. È importante per la donna, dopo un cambiamento importante come la gravidanza, riprendere la propria forma fisica, per riacquisire fiducia in sé stessa e superare le insicurezze. 
Il Mommy Makeover nasce quindi come un approccio per ritornare in forma dopo aver partorito, e può essere attuato attraverso diversi procedimenti, come ad esempio la liposuzione, l’addominoplastica, oppure l’aumento, la riduzione o il sollevamento del seno.

Ultimamente nella mia attività di consulenza medica e pratica/clinica, stanno aumentando sempre di più le pazienti che giungono in visita con richieste di intervento estetico dopo aver avuto una o più gravidanze.
Questo è un aspetto che mi ha fatto riflettere anche su quella che poteva essere la domanda sottesa, e relativa ad una specifica fase della vita di una donna, e mi sono chiesto che cosa poteva esserci dietro questo tipo di richiesta. La risposta non è banale, perché fa sicuramente riferimento ad un disagio dovuto al fatto che, dopo che la paziente ha partorito, o magari in seguito alla crescita dei figli, la donna torna ad essere solo “donna” e ad osservarsi con più attenzione. Quando la donna si torna a guardare è facile che insorga un’insicurezza, legata al fatto che vorrebbe ancora vedersi giovane, e percepirsi come piacente. Insomma, il desiderio sotteso è soprattutto quello di riprendere confidenza con il proprio corpo.

Da questa mia riflessione è nato questo tipo di protocollo che è un approccio “sistemico”, ovvero a 360° con la paziente. In pratica io, come medico e professionista, inizio a lavorare insieme alla paziente, con l’obiettivo di diventare una sorta di “alleato” della paziente stessa, nel tentativo di comprendere che cosa abbia generato la problematica ed il disagio conseguente.

Nelle situazioni più semplici, a volte si parte con un problema già identificato e certificato dal punto di vista clinico: in questi casi, le pazienti arrivano ad esempio con un’ecografia che riporta la diagnosi di diastasi. La diastasi dei muscoli eretti addominali significa proprio “allontanamento permanente di superfici muscolari od ossee normalmente contigue”, e quindi si definisce come un allargamento della linea mediana che fa protrudere in avanti l’addome.

Anche però se si arriva con la diagnosi di una problematica strettamente legata a gravidanza e parto come questa, andando a conoscere e ad approfondire con la paziente, emergono anche altre cose.
Chiedendo direttamente cosa non le piaccia di sé, del proprio corpo, del rapporto con esso, le pazienti toccano la parte laterale dove si concentra un accumulo adiposo, fanno vedere la pelle in più (il cosiddetto “grembiulino addominale”). In alcuni casi, la paziente mostra invece un seno che segue la gravità, e che ha perso tono e turgore.

La mia riflessione conseguente a questo tipo di approccio, che permette di comprendere appieno quale sia l’origine dell’insicurezza o del malcontento, è che bisogna aiutare la persona a scegliere il giusto intervento in maniera corretta, sia che riguardi il seno, sia che riguardi l’addome.






Mommy makeover: addome, come intervenire?
Per quel che riguarda l’addome vanno analizzate principalmente tre caratteristiche: la cute in eccesso, il tessuto adiposo eccedente, la diastasi, se presente. Valutare la presenza o meno di diastasi è importante perché, in qualche caso, si può sfaldare questa parte dei muscoli eretti addominali fino a creare delle piccole ernie, che sono in realtà dei piccoli strappi della parte dell’addome dove si è creata la diastasi. In questo caso l'intervento, a mio parere, che può dare migliore garanzia, è un intervento completo che assicuri un effetto reshaping, ovvero una ridefinizione dell’addome. L’intervento è di tipo chirurgico e si chiama lipoaddominoplastica. Se vogliamo descrivere l’intervento partendo dal nome, la parte definita “lipo” sta ad identificare l’asportazione del tessuto adiposo in eccesso, che allarga la figura: parliamo ad esempio dei fianchetti e gli eccessi addominali. Una volta asportato il tessuto adiposo sarà necessario ricompattare ed eliminare la cute in eccesso: la parte di intervento che tratta la cute in eccesso e le diastasi è definito addominoplastica.
Mommy makeover: seno, come intervenire?
Se invece vogliamo fare un accenno sul seno, dobbiamo sempre partire dalla visita, perché tutti sognano e arrivano con la fotografia di un seno perfetto, ma bisogna sempre valutare le condizioni di partenza. Se prendiamo, ad esempio, una paziente che chiede una mastoplastica additiva per dare riempimento, esiste la possibilità di scegliere tra più alternative a seconda della forma e del volume del seno naturale. La prima possibilità è data dall’impiego di nuovo il tessuto adiposo, che può garantire volume e riempimento, fino ad arrivare ad interventi che prevedono l’inserimento di protesi vere e proprie, e quindi di mastoplastica additiva, oppure interventi di mastopessi che invece permettono di risollevare e rialzare il seno.
Quando fare l'intervento? Preparazione e risultati?
Tutto questo configura l’approccio clinico che gli americani hanno definito Mommy makeover, riferendosi a quel particolare momento in cui la donna-mamma decide di riprendere in mano la propria vita. La vera soddisfazione per il chirurgo è vedere, dopo questi incontri preparatori e dopo l’intervento chirurgico, pazienti che hanno ripreso sicurezza in se stesse. Negli anni ’30, Maxuell Max ha scritto un bellissimo libro sulla psicocibernetica, nel quale sosteneva che ogni chirurgo plastico, andando ad agire sulla parte clinica esterna, va a cambiare anche la parte interiore perché l’intervento di chirurgia plastica può trasformare l’umore della paziente e farle ritrovare l’armonia con sé stessa. Tutto questo è possibile a patto di impostare un progetto fin dalla prima visita, così come è importante stabilire un buon rapporto con la paziente.



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