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LA VISITA

Dopo aver preso appuntamento per una visita, Lei mi incontrerà presso la sede prescelta. In tale occasione potrà discutere con me del suo problema clinico, del suo disagio estetico ed ottenere le risposte alle sue domande. La visita inoltre necessita di una valutazione accurata del suo stato di salute, degli interventi chirurgici subiti, delle terapie in atto e delle eventuali allergie. Le consiglio di portare con sè eventuali documentazioni cliniche che Lei ritiene utili per un inquadramento del suo problema. Durante la visita riceverà ancora informazioni relative al trattamento proposto, all'eventuale ricovero, alla terapia necessaria, ai controlli post intervento ed ai costi. Inoltre, al termine della visita, le consegnerò la brochure informativa relativa all’intervento cui è interessata al fine di poterne valutare al meglio, anche a domicilio, i vari aspetti. Nel caso di trattamenti ambulatoriali, Le verrano fornite tutte le informazioni a riguardo e si prenderà un appuntamento successivo per il trattamento da Lei scelto. Nel caso in cui dovesse avere ancora domande o dubbi può contattare direttamente lo studio per ottenere le risposte che necessita. Scegliere di effettuare una prima visita non costituisce in nessun modo un impegno a sottoporsi ad alcun trattamento.




le domande più comuni

HO UN SOGNO...POSSO DIRLO AL DOTTORE?
I tempi cambiano rapidamente e per ogni professione occorre adeguarsi alle nuove modalità di comunicazione che ci vengono richieste. Il rapporto medico-paziente è variato molto, passando da una modalità più fredda e distaccata (quasi di sudditanza) a un modo più diretto con maggiori informazioni fornite ai pazienti stessi. In chirurgia plastica estetica ancor di più diventa fondamentale creare un’ottima sintonia tra il professionista e il paziente al fine di ottenere risultati che soddisfino entrambi. Un nuovo moderno concetto di comunicazione sta entrando prepotentemente nel nostro mondo estetico, si tratta della Shared Decision Making. Il principio implica la partecipazione attiva del paziente alla pianificazione e progettazione dell’intervento stesso. La Shared Decision Making venne introdotta in Medicina più di trentanni fa (Strull WM, Lo B. Charles G: Do patientswant to partecipate in medicaldecisionmaking? – JAMA 1984;252:2990-2994) ed è stata riproposta recentemente in un Manifesto di intenti, il Manifesto Salzurg, formulato da medici, giornalisti scientifici ed editori (Salzburg Global S: Salzburg statement on shared decision making. BMJ 2011:342) In chirurgia plastica estetica tale formula di comunicazione si è rivelata vincente per l’obbiettivo comune della soddisfazione del paziente riguardo al risultato ottenuto. Quindi si è passati da un piano usuale dove il medico forniva informazioni e il paziente non entrava nel processo decisionale ad una comunicazione dove gli attori sono due (il chirurgo plastico e il paziente) ed entrambi si scambiano informazioni. Con questa tecnica, il medico impara ad ascoltare i desideri del paziente e fornisce tecniche chirurgiche o di medicina estetica volte a soddisfare queste aspettative. Esistono quindi livelli diversi che vengono affrontati durante le visite (infatti la procedura si sviluppa durante le usuali 3-4 visite preoperatorie). Si inizia con la presentazione del problema,discutendo insieme delle varie possibilità di correzione dell’inestetismo con, al contempo, le richieste estetiche correlate (Choice Talk). Dopo aver lasciato il tempo necessario per una riflessione sul reale interesse a sottoporsi a un intervento chirurgico estetico, nella seconda visita si valutano i pro e contro di ogni procedura, mettendo anche in evidenza il tempo di “fuoriuso sociale” del paziente (Option Talk). L’importanza di sottolineare per quanto tempo il paziente non potrà condurre la propria vita lavorativa e sociale riveste un ruolo fondamentale nella società moderna per una migliore pianificazione del postoperatorio. Nell’incontro successivo si avrà la decisione finale (Decision Talk) che terrà conto delle tecniche proposte dallo specialista che risponde alle esigenze e richieste del paziente stesso. Diventa quindi chiaro che ormai vi è la necessità di diversi appuntamenti per “costruire” il trattamento preferito, per arrivare a un accordo finale implicito tra le parti coinvolte. I vantaggi di questo approccio sono evidenti. Si evitano le “misdiagnosis”, cioè i casi in cui il paziente non ha correttamente esplicitato i propri desideri e aspettative o il medico non ha colto le reali richieste del soggetto. Il concetto estetico, pur avendo parametri comuni, è infatti un criterio soggettivo e la sfida in questo metodo comunicativo è far incontrare, durante gli incontri preparatori all’intervento, l’estetica del paziente con quella del chirurgo. La Shared Decision Making crea una maggiore soddisfazione finale nel paziente grazie alla sua partecipazione attiva nel processo di planning chirurgico o medico estetico, riducendo peraltro i rischi di contenzioso medico-legale proprio perché entrambi gli attori hanno potuto creare un rapporto di fiducia solido. Le 3-4 visite preoperatorie non diventano quindi un tempo “sprecato” per il professionista ma un guadagno per entrambi in termini di consolidamento del rapporto medico-paziente, fondamentale per la soddisfazione post-operatoria.



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